Indoor super per Picchiottino

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L’arrivo vittorioso.

Incontriamo Gianluca Picchiottino la mattina dopo la sua vittoria ad Ancona, ma tutto in casa amaranto è già tornato nella normalità, una bella seduta di scarico insieme ai compagni di allenamento per ripartire subito più motivati di prima.

Da due anni affronti la gara indoor come favorito, hai sentito il peso di questa cosa?

Sinceramente no, in questi due anni nonostante i vari ritardi nella preparazione invernale sono sempre riuscito senza problemi ad esprimermi al meglio. Essendo una distanza corta è possibile “improvvisare” una buona gara anche senza averla finalizzata come ho fatto in questi anni.

Come è stato l’avvicinamento alla gara?

Non preparandola, il mio allenatore ha semplicemente fatto coincidere la settimana di scarico con quella della gara, per le settimane di carico abbiamo cercato di capire cosa ci mancava e ci abbiamo lavorato. Per ora siamo ancora in fase di “costruzione” e sono ancora lontano dal periodo di forma.

Ti aspettavi il tempo che hai fatto?

Sì, anche qualche secondo meno. Se fosse stata una gara più combattuta, forse sarei riuscito a fare meglio.

Raccontaci la tua gara…

A differenza degli altri anni che aspettavo il momento giusto per attaccare con un cambio secco, questa volta sentivo di stare bene a ritmi da 4’05” a km e ho deciso di attaccare subito cercando di vedere che cosa sarebbe potuto venire fuori. Fino al terzo km stava andando tutto bene, poi è arrivata un po’ di stanchezza e ho dovuto calare il ritmo. L’ultimo mille è stato quello più duro  ma sono riuscito a non rallentare troppo e a chiudere in 19’33”91.

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Un momento della gara.

Succedere a Pezzatini nell’albo dei record toscani, una bella responsabilità, lui che ha scritto pagine indelebili della marcia azzurra.

Beh che dire, i record sono fatti per essere battuti. Questi due record assoluti (10km su pista, 5km indoor) hanno un valore diverso proprio perché appartenevano a Pezzatini. Sicuramente sono convinto che non dovremmo aspettare altri 25/30 anni  prima che questi record vengano riscritti. Il movimento giovanile in Toscana è rinato e ci sono già diversi giovani che possono già puntare in alto.

E adesso?

E adesso ho un mese di tempo per prepararmi al meglio per la 20km a Roma dove voglio fare un buon personale. Dal risultato di quella gara si deciderà come affrontare il proseguo di stagione.

Ci saranno stati in questi anni dei momenti difficili, come sei riuscito a superarli?

Con tanta pazienza, e se sono sempre riuscito ad uscire da molti momenti di crisi e d’infortuni è perché mi sono affidato sempre a persone competenti. Un esempio che mi viene in mente è di quest’estate, verso metà giugno mi faccio male sul polpaccio e quando torno dal raduno nazionale mi diagnosticano 3 settimane di stop assoluto. A metà luglio avevo un campionato europeo da affrontare. Mi sono affidato alle persone giuste che dopo 2 settimane sono riuscite a rimettermi in piedi, nel frattempo ho svolto diversi lavori in piscina e poco prima di partire per la Polonia sono riuscito a  tornare a marciare senza dolori. E’  inutile dire che la gara sia andata male, ma per me solo presentarmi sulla linea di partenza è stato un successo. Per questo ringrazio tutte le persone che mi hanno aiutato nei miei numerosi percorsi di guarigioni dai vari infortuni, non voglio fare nomi perché di sicuro me ne dimenticherei qualcuno.

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Il terzetto da podio, con Chiesa e Brandi.

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Doverosa foto con l’allenatore Massimo Passoni.

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